AISLA - Sezione Trentino Alto Adige

IL CAFFÈ

IL CAFFE' di Claudio Lodi

Voglio essere sincero, il caffè mi è sempre piaciuto. Mi piace il suo colore intenso, il suo borbottio quando sale nella caffettiera ( rigorosamente Bialetti, con l'omino coi baffi...), mi piace l'aroma che si spande per casa. E'un piacere che ho condiviso spesso e volentieri con mia suocera e che ci ha permesso di legare sempre di più. Quando lavoravo la pausa caffè era sacra, alla stessa ora ogni mattina, ci si metteva in fila davanti alle macchinette, ciascuno con la propria chiavetta rossa e grigia della Dorando, aspettando il proprio turno o invitando i colleghi ad usare la chiavetta che, tanto, era già inserita nella feritoia. E guai a scegliere il caffè d'orzo, venivi guardato come un animale strano, un asociale. A quei tempi ero un fumatore, e quale piacere più intenso era quello di accendersi la sigaretta con il gusto del caffè in bocca? La mia media giornaliera, o forse è meglio dire la dose giornaliera, andava da 3 a 4. Ma il caffè non era solo sinonimo di pausa, anzi spesso era il momento per parlare di business in maniera informale, fuori dalle sale riunioni, fuori dai meeting ufficiali, lontano dalle orecchie dei capi. Ecco che allora il caffè diventava il fil rouge che legava due persone per qualche istante ed era il catalizzatore delle confidenze, dei progetti e delle speranze che mai e poi mai si sarebbero ripetute ad alta voce.... Quanti ricordi in una tazzina di caffè! Ora, da pensionato, ho ridotto la mia dose quotidiana ad un solo caffè. Ma ci sono aggrappato in maniera morbosa. Al mattino, il primo sguardo e' al cielo fuori dalla finestra e, solo che non piova (forte), e' già una bella giornata perché potrò' abbandonare questo letto e, assieme ai miei badanti, andare al bar per una tazzina di buon caffè...

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