
Quello che ogni malato e ogni famiglia sa è che spesso per arrivare alla diagnosi di SLA possono passare mesi. A volte passano anni prima che i sintomi diventino sufficientemente evidenti da portare al contatto con un medico. Eppure una diagnosi tempestiva, con i progressi della ricerca può essere determinante per la qualità di vita dei pazienti. Proprio perché la ricerca prosegue, ecco che arrivano anche buone notizie.
(a cura della dott.ssa Manuela Basso, Professoressa associata in Biologia Applicata, Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata, Università di Trento)
Arriva per la SLA un risultato che da speranza per una diagnosi tempestiva. Grazie alla collaborazione a livello internazionale di numerosi gruppi di ricerca, tra cui spicca il gruppo italiano del Prof. Chiò presso la Città della Salute e della Scienza di Torino – ospedale Molinette, si sono identificate 33 proteine specificamente più abbondanti nel plasma dei persone con SLA rispetto a controlli (sani e persone affette da altre malattie neurodegenerative croniche). Questo risultato, se portato avanti, permetterà nel tempo, di sviluppare dei sistemi di rivelazione della quantità di queste proteine nel sangue delle persone e diagnosticare rapidamente la malattia.
Nello studio, inoltre, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, accoppiata a tecniche biotecnologiche avanzate di quantificazione delle proteine, si è visto quali cambiamenti avvengono quando una persona portatrice dell’espansione nel gene C9orf72, la più comune causa genetica di SLA, inizia a sviluppare i primi sintomi. In gergo tecnico si chiama fenoconversione, fondamentale per decidere quando è il momento migliore per iniziare la terapia in persone con familiarità per la mutazione nel gene C9orf72. Riassumendo, questo lavoro è estrememente promettente sia per la diagnosi che per la terapia per le persone affette da SLA.
Ognuna delle persone coinvolte, dai malati ai familiari, dai medici ai ricercatori, condividono la medesima speranza che un giorno si arrivi ad una terapia definitiva. Consapevoli che la strada è ancora lunga, la battaglia avviene ogni giorno.
Una delle terapie che aiuta di più i malati, che permette di migliorare la qualità di vita, di sentire il proprio corpo anche se si sta indebolendo, che permette ai familiari di gestire la situazione in modo efficace e più sereno è la fisioterapia.
Per questo noi di AISLA Trentino Alto Adige abbiamo iniziato la raccolta fondi attraverso la piattaforma Rete del Dono per fare un regalo grande ai nostri malati!
Con la Rete del Dono noi di AISLA Trentino-Alto Adige vogliamo offrire 70 sedute gratuite di fisioterapia specializzata a chi non può permettersele.
Ogni seduta ha un costo di 70 €, e ogni paziente segue in genere uno o due cicli da 10 sedute.
Con il tuo aiuto, possiamo garantire ad almeno 5 persone affette da SLA un supporto concreto lungo il loro percorso.
Con 70 € doni una seduta. Con 700 € regali un ciclo completo. Bastano anche pochi euro, ma tante persone di cuore.
Insieme possiamo portare sollievo concreto a chi affronta ogni giorno una battaglia durissima.
Aiutaci a donare movimento, dignità e speranza.
Dona ora. Condividi. Fai la differenza.