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Negli ultimi anni la ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) sta facendo passi importanti per comprendere meglio le cause di questa complessa malattia.
Fino a poco tempo fa si pensava che la SLA fosse dovuta principalmente a un malfunzionamento dei motoneuroni, le cellule nervose che controllano i movimenti dei muscoli. Oggi, però, sappiamo che la situazione è più complessa.

Come spiega la prof.ssa Manuela Basso, Professoressa associata in Biologia Applicata, Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata dell’Università di Trento,

“La SLA è una malattia neurodegenerativa, dove a morire principalmente sono i neuroni di moto che controllano i movimenti dei muscoli scheletrici.
Ma per curare la SLA non basta trovare strategie per salvare o preservare i motoneuroni. La malattia è infatti definita ‘non cellula autonoma’, cioè la causa della morte dei motoneuroni non è solo interna a queste cellule, ma dipende anche da quelle che le circondano — come la glia e le cellule immunitarie.”

In altre parole, non è solo il neurone a “soffrire”: anche l’ambiente che lo circonda — il sistema nervoso e il sistema immunitario — può contribuire alla degenerazione.

Una scoperta che fa discutere: la possibile risposta autoimmune

Un nuovo studio pubblicato di recente sulla rivista Nature ha portato nuove evidenze su questa ipotesi.
Il lavoro, condotto su una quarantina di pazienti, ha mostrato che alcune cellule del sistema immunitario possono attivarsi in modo anomalo contro una proteina chiamata C9orf72.

Questa proteina è legata alla forma genetica più comune di SLA: in alcuni pazienti, infatti, il gene che la produce presenta un’“espansione” anomala, e ciò sembra scatenare una reazione da parte del sistema immunitario.

“Le cellule immunitarie trovate nel midollo spinale — spiega la prof.ssa Basso — attivano una risposta autoimmune verso la proteina C9orf72.
Il sistema immunitario si comporta come se riconoscesse questa proteina come un nemico, innescando un’infiammazione attraverso il rilascio di molecole chiamate citochine. Si pensa che proprio questa risposta infiammatoria contribuisca alla progressione della malattia.”

In pratica, il corpo “attacca se stesso”, come avviene in altre malattie autoimmuni. Questo non significa che la SLA sia un disturbo autoimmune, ma che la componente immunitaria potrebbe avere un ruolo importante nel peggioramento dei sintomi e nella velocità di progressione.

Perché è una scoperta importante (ma da confermare)

Lo studio rappresenta un passo avanti molto significativo, perché per la prima volta individua una possibile reazione autoimmune diretta contro una proteina coinvolta nella SLA.
Tuttavia, come sottolinea ancora la prof.ssa Basso:

“I risultati sono interessanti, ma vanno interpretati con cautela.
L’analisi è stata condotta su un numero limitato di pazienti e i test immunitari sono stati fatti in laboratorio, non direttamente nei pazienti. Servono ulteriori studi su gruppi più ampi per confermare queste osservazioni.”

Gli scienziati, infatti, stanno già lavorando per capire se questi meccanismi siano presenti anche in altri tipi di SLA e se esistano differenze tra i pazienti con mutazioni genetiche e quelli con forme sporadiche.

Cosa dicono gli altri studi recenti

Altri gruppi di ricerca nel mondo stanno osservando risultati simili.
Ad esempio:

Tutti questi elementi rafforzano l’idea che nella SLA il sistema immunitario non sia solo uno spettatore, ma possa avere un ruolo attivo nel favorire il danno ai motoneuroni.

Quali prospettive per il futuro

Questa nuova linea di ricerca apre scenari promettenti:

Come conclude la prof.ssa Basso,

“Questo studio offre per la prima volta una finestra terapeutica nell’ambito della modulazione della risposta immunitaria. Ma richiede ancora molte conferme e ulteriori validazioni prima di poter essere applicato ai pazienti.”

È una scoperta che non cambia ancora la pratica clinica, ma cambia il modo di guardare alla SLA, aprendo nuove direzioni di indagine e di speranza per il futuro.

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Fonti principali:
Università di Trento – gruppo di ricerca della prof.ssa Manuela Basso
Nature (2025): Autoimmune responses to C9orf72 protein in ALS patients
STAT News, Bioengineer.org, Frontiers in Aging Neuroscience (2025)

 

La comunicazione è il primo atto di cura.

(dal sito aisla.it)

Con questo spirito, AISLA, insieme ai Centri Clinici NeMO e alla Fondazione AriSLA, promuove “Linguaggi della Cura”, un seminario aperto a tutti — professionisti sanitari, comunicatori, studenti, istituzioni e cittadini — per riflettere sul valore etico, scientifico e sociale delle parole nella cura.

Un’occasione per incontrarsi, ascoltare e condividere, scoprendo come la comunicazione, quando è consapevole e fondata su evidenze, possa diventare strumento di responsabilità civile, di fiducia e di prossimità.

Non solo teoria, ma esperienze, testimonianze e laboratori che mostrano come raccontare la malattia significhi anche costruire comunità, cultura e cura concreta.

👉 Partecipazione gratuita, con registrazione obbligatoria qui (posti limitati).

FINALITA’ E OBIETTIVI

L’iniziativa intende:


PROGRAMMA

Seminario con la moderazione di Giampaolo PedrottiCapo ufficio stampa Provincia Autonoma di Trento

10:00 – 10:30 | Saluti istituzionali (*)
prof.ssa Francesca Demichelis, Prorettrice Vicaria Università di Trento
Mario Tonina, Assessore Salute e Cooperazione PAT
Antonio Ferro, Direttore generale APSS Trento
Alberto Pacher, vicepresidente vicario ITAS Mutua
Francesca Valdini, AISLA Trentino-Alto Adige

10:30 – 11:00 | Lettura magistrale
La scienza raccontata: dalla ricerca alla conoscenza condivisa
• Marco Piazza, autore RAI per Elisir e Rai Scienza

11:00 – 11:30 | Insieme, per andare oltre
Il valore del pubblico-privato nel prendersi cura
• Alberto Fontana, Segretario Centri Clinici NeMO Italia
• Maurizio Fugatti, Presidente Provincia Autonoma Trento (*)

11:30 – 12:00 | Prendersi cura è fare rete
Dalla ricerca alla comunità: un linguaggio condiviso per il welfare
• Francesca Pasinelli, Presidente Advisory Board Fondazione Bruno Kessler

12:00 – 12:30 | Dal laboratorio alla vita reale
Prospettive della ricerca sulla SLA
• Anna Ambrosini, Responsabile Scientifico Arisla – Fondazione Italiana Ricerca sulla Sla
• Manuela Basso, Prof. Associato, Dip. CIBIO, Università di Trento

12:30 – 12:50 | Dal multi all’interdisciplinare
Il modello NeMO: una rete di saperi che dialogano
• Mario Sabatelli, Direttore clinico NeMO Roma e Presidente Commissione Medico-Scientifica AISLA

13:00 – 14:00 | Pausa pranzo

14:00 – 14:30 | Workshop interattivo
Tecnologie emergenti nella diagnosi, cura e riabilitazione della SLA
• Riccardo Zuccarino, Direttore clinico NeMO Trento

14:30 – 14:50 | Consapevolezza e cura
Dalla diagnosi alle decisioni e l’impatto dell’informazione
• Stefania Bastianello, Direttore tecnico AISLA
• Raffaella Tanel, neurologo NeMO Trento

14:50 – 15:20 | La pressione della notizia
Il giornalista tra urgenza informativa, etica e responsabilità sociale
• Francesco Ognibene, Caporedattore centrale Avvenire

15:20 – 15:40 | SLA ed ecosistema della comunicazione
Il BluPrint AISLA per una comunicazione etica sulla SLA
• Serena Barello, Professore Associato, Head, WHYpsy Lab – Work, Health and YOU through Psychology
• Francesca Castano, Scientific Director presso VMLY&R HEALTH

15:40 – 16:00 | In squadra anche nella malattia
L’importanza della comunicazione nel percorso di malattia
• Federico Franceschin, ex giocatore e allenatore di basket affetto da SLA

16:00 – 16:30 | Retrospectiva
Sintesi e prospettive future

(*) Invitati a partecipare

 

INFORMAZIONI LOGISTICHE

Per informazioni: 📧 segreteria@aisla.it


ORGANIZZAZIONE

Evento promosso da:

Giornata Nazionale SLA 2025

 

18 settembre: torna la campagna ufficiale di AISLA per ‘Operazione Sollievo’, con centinaia di Comuni in tutta Italia che si illuminano di verde per sostenere le persone con SLA.

Quando la SLA entra in casa, anche le famiglie hanno bisogno di cura

C’è una sfida che parte dal cuore dell’Italia solidale e arriva là dove spesso non si guarda: ai bambini che nella loro famiglia convivono, ogni giorno, con la SLA. È per loro che AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – lancia un appello alla generosità, grazie a Fondazione Mediolanum, storico charity partner che dal 2018 è al fianco dell’Associazione, condividendone valori e obiettivi.

Quando la SLA entra in casa, cambia anche l’infanzia

Per i figli minorenni di persone con SLA, la vita quotidiana cambia radicalmente. Silenzi, responsabilità precoci e paure si intrecciano con un percorso di crescita già complesso. In Italia sono centinaia i bambini e ragazzi che vivono accanto a un genitore malato, spesso costretti a crescere troppo in fretta.

Nel 2019 AISLA, insieme a Fondazione Mediolanum, ha dato vita al Progetto Baobab, un percorso unico di ascolto, sostegno educativo e accompagnamento psicosociale per minori e famiglie, proprio quando la Sla entra nelle mura domestiche. Da questa esperienza è nato il primo studio al mondo, condotto con l’Università di Padova e pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature, in grado di misurare scientificamente l’impatto emotivo, psicologico e sociale che la Sla genera sui figli di madri e padri che affrontano la malattia, pur non abdicando al loro ruolo genitoriale.

Abbiamo ascoltato questi ragazzi – racconta Fulvia Massimelli, presidente nazionale di AISLA – e imparato che, pur tra mille difficoltà, custodiscono una straordinaria capacità di sperare e affrontare la vita con coraggio. Hanno bisogno di strumenti, ma soprattutto di essere visti. È per loro che oggi chiediamo all’Italia intera di essere parte di questa battaglia di dignità”.

 

 

Un appuntamento nazionale per accendere i riflettori sulla SLA

Quella del 18 settembre, quest’anno istituzionalizzata dal Ministero del Made in Italy, non è solo una ricorrenza simbolica, ma rappresenta la principale campagna ufficiale di raccolta fondi di AISLA: una mobilitazione civica che unisce Istituzioni, cittadini e territori. Ogni anno l’iniziativa accende l’attenzione pubblica su una malattia rara e gravissima, che colpisce oltre 6.000 persone in Italia. Dietro questi numeri ci sono famiglie intere che vedono stravolta la loro vita quotidiana, affrontando percorsi difficili insieme ai propri cari.

Al cuore della campagna c’è “Operazione Sollievo”, il programma nazionale di aiuti concreti: assistenza domiciliare, supporto psicologico, ausili, trasporti, contributi economici e interventi personalizzati. Nel 2024, AISLA ha affiancato direttamente 2.145 persone con SLA, realizzando 6.670 interventi concreti di sostegno. Ogni intervento genera un effetto a catena che tocca famiglie, caregiver e reti relazionali, alleviando il peso emotivo e pratico della malattia.

Una collaborazione duratura nel segno della solidarietà

Da sette anni Fondazione Mediolanum è al fianco dell’iniziativa come charity partner, con un impegno costante che si rinnova anno dopo anno. Un legame profondo, costruito nel tempo e reso concreto dall’energia dei Family Banker di Banca Mediolanum, veri ambasciatori di solidarietà sul territorio.

Il percorso avviato con AISLA – dichiara Sara Doris, Presidente Fondazione Mediolanum e Vicepresidente Banca Mediolanum ci ha portato a riflettere sul valore dell’aiuto psicologico alle famiglie che convivono con la SLA. Rinnoviamo il nostro impegno nel supportare quei ragazzi che, con straordinario coraggio, affrontano sfide più grandi della loro età. Il sostegno psicologico è fondamentale per aiutarli a vivere la quotidianità con resilienza e a immaginare con fiducia il loro futuro”. 

XVIII Giornata Nazionale SLA – Il programma della campagna 2025

Ogni luce verde, ogni gesto di solidarietà, ogni sorriso restituito è un passo verso una vita meno solitaria per chi convive con la SLA”, afferma Vincenzo Soverino, consigliere nazionale AISLA e ideatore della campagna, che coordina da 18 anni.

La Giornata Nazionale SLA gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, simbolo di cittadinanza attiva che rende visibile l’invisibile.

 

Dove troverete AISLA Trentino Alto Adige?

Veniteci a trovare sabato 20 settembre a Trento in Largo Carducci (angolo con via Oriola), dove potrete acquistare le bottiglie solidali AISLA (“Un contributo versato con gusto”), fare due chiacchiere con noi e scoprire le nostre iniziative.

 

Dona ora una seduta di fisioterapia ai nostri malati

Quello che ogni malato e ogni famiglia sa è che spesso per arrivare alla diagnosi di SLA possono passare mesi. A volte passano anni prima che i sintomi diventino sufficientemente evidenti da portare al contatto con un medico. Eppure una diagnosi tempestiva, con i progressi della ricerca può essere determinante per la qualità di vita dei pazienti. Proprio perché la ricerca prosegue, ecco che arrivano anche buone notizie.

Una speranza contro la Sla, alla Città della Salute scoperto un biomarcatore per la diagnosi precoce

(a cura della dott.ssa Manuela Basso, Professoressa associata in Biologia Applicata, Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata, Università di Trento)

Arriva per la SLA un risultato che da speranza per una diagnosi tempestiva. Grazie alla collaborazione a livello internazionale di numerosi gruppi di ricerca, tra cui spicca il gruppo italiano del Prof. Chiò presso la Città della Salute e della Scienza di Torino – ospedale Molinette, si sono identificate 33 proteine specificamente più abbondanti nel plasma dei persone con SLA rispetto a controlli (sani e persone affette da altre malattie neurodegenerative croniche). Questo risultato, se portato avanti, permetterà nel tempo, di sviluppare dei sistemi di rivelazione della quantità di queste proteine nel sangue delle persone e diagnosticare rapidamente la malattia.

Nello studio, inoltre, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, accoppiata a tecniche biotecnologiche avanzate di quantificazione delle proteine, si è visto quali cambiamenti avvengono quando una persona portatrice dell’espansione nel gene C9orf72, la più comune causa genetica di SLA, inizia a sviluppare i primi sintomi. In gergo tecnico si chiama fenoconversione, fondamentale per decidere quando è il momento migliore per iniziare la terapia in persone con familiarità per la mutazione nel gene C9orf72. Riassumendo, questo lavoro è estrememente promettente sia per la diagnosi che per la terapia per le persone affette da SLA.

Leggi di più sul ruolo della genetica nella SLA

Mentre la ricerca avanza, la SLA si combatte nel quotidiano

Ognuna delle persone coinvolte, dai malati ai familiari, dai medici ai ricercatori, condividono la medesima speranza che un giorno si arrivi ad una terapia definitiva. Consapevoli che la strada è ancora lunga, la battaglia avviene ogni giorno.

Una delle terapie che aiuta di più i malati, che permette di migliorare la qualità di vita, di sentire il proprio corpo anche se si sta indebolendo, che permette ai familiari di gestire la situazione in modo efficace e più sereno è la fisioterapia.

Per questo noi di AISLA Trentino Alto Adige abbiamo iniziato la raccolta fondi attraverso la piattaforma Rete del Dono per fare un regalo grande ai nostri malati!

Con la Rete del Dono noi di AISLA Trentino-Alto Adige vogliamo offrire 70 sedute gratuite di fisioterapia specializzata a chi non può permettersele.

Ogni seduta ha un costo di 70 €, e ogni paziente segue in genere uno o due cicli da 10 sedute.
Con il tuo aiuto, possiamo garantire ad almeno 5 persone affette da SLA un supporto concreto lungo il loro percorso.
Con 70 € doni una seduta. Con 700 € regali un ciclo completo. Bastano anche pochi euro, ma tante persone di cuore. 

Vai subito alla raccolta fondi

Unisciti a noi

Insieme possiamo portare sollievo concreto a chi affronta ogni giorno una battaglia durissima.
Aiutaci a donare movimento, dignità e speranza.

Dona ora. Condividi. Fai la differenza.

raccolta fondi fisioterapia

AISLA Trentino Alto Adige ha iniziato la raccolta fondi attraverso la piattaforma Rete del Dono per fare un regalo grande ai nostri malati!

"70 Sedute per la vita" è una sfida che abbiamo voluto affrontare per superare una delle difficoltà con cui spesso le associazioni si trovano ad avere a che fare: riuscire ad assicurare i servizi migliori (e a volte essenziali) ai propri associati. Grazie alle donazioni, AISLA Trentino Alto Adige da sempre permette ai malati di SLA di avere 10 o 20 sedute di fisioterapia gratuite. La fisioterapia è uno degli strumenti più importanti per migliorare e mantenere la qualità della vita delle persone affette da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

"70 Sedute per la vita" per donare la fisioterapia ad almeno 5 malati

La fisioterapia è uno degli strumenti più importanti per migliorare e mantenere la qualità della vita delle persone affette da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Con la Rete del Dono noi di AISLA Trentino-Alto Adige vogliamo offrire 70 sedute gratuite di fisioterapia specializzata a chi non può permettersele.

Ogni seduta ha un costo di 70 €, e ogni paziente segue in genere uno o due cicli da 10 sedute.
Con il tuo aiuto, possiamo garantire ad almeno 5 persone affette da SLA un supporto concreto lungo il loro percorso.
Con 70 € doni una seduta. Con 700 € regali un ciclo completo. Bastano anche pochi euro, ma tante persone di cuore. 

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Quando il SSN non arriva, AISLA ti sostiene: perché la fisioterapia è fondamentale fin dai primi mesi

La fisioterapia non è forse un servizio assicurato dal SSN? Sì, ma solo quando la malattia ha raggiunto un certo stadio. La fisioterapia però è ESSENZIALE anche nei primi mesi dopo la diagnosi, quando le famiglie devono sobbarcarsi il peso di molte spese. Una seduta di fisioterapia costa in media 70€ e, anche accontentandosi di 1 seduta a settimana, il costo può diventare impegnativo. E anche quando il SSN subentra con un sostegno economico spesso questo può non bastare.

Anche se blocca gradualmente tutti i muscoli, la SLA non toglie la capacità di pensare né la volontà di relazionarsi: la mente resta vigile, prigioniera in un corpo che diventa via via immobile. La fisioterapia quindi, pur non potendo arrestare la malattia, può fare davvero la differenza: aiuta a rallentare la perdita delle capacità motorie, a gestire il dolore, e a preservare — il più a lungo possibile — autonomia, benessere e dignità.

Il ruolo dei nostri fisioterapisti

Il servizio fisioterapico gratuito donato da AISLA da molti anni mette al centro la persona, la sua famiglia e i loro bisogni.
I nostri fisioterapisti svolgono compiti fondamentali, come:

Puoi fare la differenza

Ogni contributo, anche piccolo, ha un grande valore:

Più fondi raccoglieremo, più persone potremo aiutare, più a lungo potremo farlo.

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Giornata delle malattie neuromuscolari

Sabato 22 marzo 2025, presso Palazzo Consolati – sede dell’Università degli Studi di Trento – si è svolta l’ottava Giornata delle Malattie Neuromuscolari, un evento che ha coinvolto in contemporanea altre 19 città italiane. L’obiettivo? Offrire un aggiornamento completo sulla diagnosi, le terapie e la presa in carico dei pazienti affetti da malattie neuromuscolari, a livello nazionale, regionale e locale.

Lo stato della ricerca e nuove prospettive terapeutiche

La prima parte della mattinata è stata dedicata agli interventi di esperti e ricercatori, che hanno illustrato gli studi attualmente in corso nel campo delle malattie neuromuscolari.

Grande attenzione è stata rivolta alla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica): si è parlato dei nuovi farmaci in fase di sviluppo e dei progressi nella ricerca di nuovi bersagli terapeutici, grazie al lavoro costante dei ricercatori. Non solo: si stanno studiando anche strumenti clinici per anticipare la diagnosi, con l’obiettivo di intervenire il prima possibile e massimizzare l’efficacia delle terapie.

Convegno Trento malattie neuromuscolari

La voce dei pazienti e delle famiglie

Nella seconda parte dell’evento sono state coinvolte le associazioni di pazienti e familiari, che hanno condiviso esperienze personali e riflessioni, spesso commoventi, sulla convivenza quotidiana con queste patologie.

E' emersa con forza la figura del caregiver, spesso lasciato solo anche ad affrontare le difficoltà pratiche e burocratiche come le richieste di invalidità o le esenzioni. A questo proposito, è stato evidenziato il valore di strutture come NeMO, che con il loro approccio multidisciplinare riescono a sostenere concretamente le famiglie, offrendo un punto di riferimento stabile in un momento delicato.

Un messaggio di speranza e collaborazione

La giornata si è conclusa con un forte messaggio di speranza e unità. L’incontro tra ricerca, clinica e vissuto umano ha mostrato quanto sia fondamentale fare rete per affrontare insieme queste sfide.

Solo unendo le forze – tra medici, scienziati, pazienti e famiglie – sarà possibile comprendere meglio le malattie neuromuscolari e, un giorno, forse sconfiggerle.

Grazie a tutti i partecipanti

Un grazie sentito a tutte le persone che hanno partecipato, contribuendo con le proprie competenze, emozioni e storie. È anche grazie a questi momenti di confronto e condivisione che possiamo guardare al futuro con un pizzico di fiducia in più.

 

Sabato 8 marzo 2025, presso il teatro Comunale di Zambana, la Filodrammatica "La Sortiva" della Bassa Val di Non ha portato in scena, una bellissima e divertente commedia di Ernesto Paternoster dal titolo "Prova D’Amor".

Il titolo non poteva essere più azzeccato, perché l’intero ricavato dello spettacolo, che è stato di ben 1600 euro, è stato devoluto alla nostra associazione Aisla Trentino Alto Adige, per finanziare i servizi gratuiti per pazienti e familiari (tra cui quelli di counseling e  di consulenza fisioterapica integrata) che ogni giorno portiamo avanti per sostenere i malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e le loro famiglie.

Una vera e propria “prova d’amor”, proprio nei confronti di chi viene colpito, per non dire travolto, da questa complessa e difficile malattia. Una “prova d’amor”, non solo da parte della Filodrammatica "La Sortiva", che ci ha regalato il suo spettacolo, ma anche da parte dell’amministrazione comunale di Zambana, che ha concesso gratuitamente l’utilizzo del teatro, da parte della Filodrammatica di Zambana, che si è spesa per organizzare e pubblicizzare l’evento, e infine da parte delle 150 persone che hanno partecipato a questa bellissima iniziativa.

Sabato in teatro si respirava un’aria di solidarietà, vicinanza, collaborazione, aiuto reciproco e amicizia in un’epoca caratterizzata spesso dall’individualismo e dalla chiusura. E quindi il nostro grazie, da volontarie e da famigliari che hanno vissuto questa malattia in casa, va a tutte le persone che si sono spese con tanto impegno ed entusiasmo per la buona riuscita della nostra serata!

Grazie!

 

Fonte: aisla.it

"In Alto Adige, i tempi di attesa per la valutazione della non autosufficienza sono aumentati, con una media che ha raggiunto i 4,75 mesi.

Questo aumento è dovuto principalmente a un incremento significativo delle richieste per le valutazioni, che nel 2024 hanno raggiunto un totale di 5.500 casi, segnando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

I tempi di elaborazione possono variare notevolmente in base alla zona: mentre nelle valli Pusteria e Aurina si registrano attese di circa un mese, nei distretti di Gries-San Quirino e Aslago-Oltrisarco si arriva fino a sette mesi. Le cause principali di questo rallentamento sono la carenza di personale qualificato e la mancanza di locali adeguati, che stanno mettendo sotto pressione il sistema provinciale.

Tuttavia, l’Ufficio della Valutazione e la Ripartizione Politiche Sociali sono al lavoro per ridurre i tempi di attesa e migliorare l’efficienza del servizio. L’assessora Pamer ha sottolineato che un team di assistenti sociali e infermieri è responsabile della classificazione per l’assegno di cura, che può essere retroattivo. In caso di malattia avanzata, è prevista una valutazione accelerata al terzo livello di assistenza, per garantire un supporto tempestivo a chi si trova in situazioni particolarmente critiche.

Per migliorare ulteriormente la situazione, sono stati attivati punti di valutazione e sono in corso collaborazioni per ottimizzare le procedure di gestione. L’obiettivo è ridurre i tempi di attesa e rendere più efficienti le operazioni di valutazione, per rispondere meglio alle esigenze della popolazione.

Per maggiori dettagli e per ricevere supporto, è possibile contattare il numero verde 848 800 277."

Fonte: Provincia di Bolzano

Come sappiamo le procedure per richiedere una valutazione per la non autosufficienza è per i malati SLA uno step inevitabile e spesso deve essere tempestivo, sia da un punto di vista economico che pratico.

Se hai bisogno di aiuto, consigli o informazioni contattaci.

Come ogni anno in occasione delle feste di Natale vogliamo condividere un momento prezioso con tutti voi, per festeggiare il Natale e godere di attimi di spensieratezza e e gioia, un brindisi e qualche stuzzichino.

Non solo!

Racconteremo l'anno appena trascorso e vi racconteremo i progetti per il 2025. E poi avremo un momento di leggerezza e colore! Racconteremo il Natale, le nostre vite, le nostre emozioni o qualunque cosa vorremo attraverso carta, colori e fantasia.

Vi aspettiamo sabato 21 dicembre 2024 alle ore 10.30 nella sala Riunioni di via Bronzetti, 29 a Trento.

 

 

LE FOTO DELLA FESTA

 

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Iscriviti versando la quota associativa annuale.
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Ogni donazione, grande o piccola, fa la differenza. Insieme, possiamo migliorare la qualità della vita di chi vive con la SLA e sostenere la speranza di un futuro senza questa malattia.
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Via G. B. Pergolesi, 6 
20124 Milano
tel +39 02 66982114
C.F. 91001180032
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